La Blue Economy come strumento di sviluppo economico

La Blue Economy è un modello su scala mondiale che si propone come evoluzione della Green Economy. Mentre quest'ultima si propone lo scopo di abbattere le emissioni di CO2 entro limiti considerati accettabili, l'Economia Blu ha come obiettivo l'azzeramento totale delle emissioni nocive.



La Blue Economy non prevede quindi un aumento degli investimenti a tutela dell'ambiente, bensì incoraggia l'utilizzo di tecnologie nuove che, grazie alla ricerca scientifica, ridurrebbero i costi di produzione in ogni settore pur nel totale rispetto dell'ambiente. Auspicabilmente, ai minori investimenti corrisponderebbero maggiori ricavi e, quindi, un aumento dei posti di lavoro.

Al cuore della Blue Economy c'è il ''blue thinking'', una filosofia di pensiero che si rifiuta di vedere il rispetto dell'ambiente come la necessità di cercare soluzioni ai problemi produttivi. Al contrario, questo approccio guarda all'ecosostenibilità e alle risorse rinnovabili come ad un oceano di possibilità a vantaggio della crescita sociale ed economica.

Alcuni esempi possono essere, in medicina, il peacemaker senza batterie del Professor Jeorge Reynolds, che si ricarica con la temperatura corporea e la pressione generata dalla voce, e sistemi produttivi come la biomimesi, tecnica ancora poco conosciuta che si basa sul concetto di ecosistema e sull'imitazione dei processi naturali come il funzionamento degli organismi viventi.

Nel blue thinking, i mari e gli oceani sono una risorsa di proporzioni senza eguali al livello planetario e bisogna farne tesoro. In Italia, attore in primo piano nel panorama della Blue Economy è la Regione Sicilia, che sta sviluppando importanti progetti per cui sono stati stanziati anche fondi europei. Durante un incontro ad Expo, Giovanni Tummiolo, Presidente del Distretto della Pesca Siciliano, ha dichiarato: ''Quello della Blue Economy è un modello di sviluppo socio-economico che parte dal mare, dalla Sicilia, ma che non si esaurisce nel mare e con il mare''.

Il progetto, infatti, grazie al dialogo internazionale ed alla collaborazione di altri Paesi del Mediterraneo, mira alla creazione di un unico grande Distretto di Pesca che operi nel rispetto e per lo sviluppo dell'ecosistema marino e delle aree costiere, compresa anche l'agricoltura delle zone che si affacciano sul Mediterraneo. Obiettivi eccellenti sono proprio la valorizzazione dei territori interessati, l'innalzamento degli standard qualitativi dei prodotti e la sicurezza alimentare.

Si può dire che la filosofia ''green'' abbia fatto da apripista e che ora il mondo si stia organizzando per il passo successivo verso il benessere, l'ecosostenibilità ed un'economia più equa e questo progetto si chiama Blue Economy.

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