“Non ci sono segnali che facciano presagire una soluzione per i principali conflitti in corso, come quelli in Afghanistan, Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo,” ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres. “Quei conflitti che sembravano essere risolti o per i quali una soluzione si stava affacciando all’orizzonte, come quelli nel sud Sudan o in Iraq, sono tuttora stagnanti. Di conseguenza, il 2009 non è stato un anno positivo per i rimpatri volontari. Ed effettivamente è stato il peggiore negli ultimi venti anni.”
Secondo il rapporto UNHCR solo 251mila rifugiati sono rientrati nelle loro case nel 2009, laddove la media annuale nell’ultimo decennio si aggirava sul milione di rimpatriati. “La maggior parte dei rifugiati nel mondo sono in esilio da cinque o più anni. E dato che sono pochi i rifugiati che possono tornare a casa, questa proporzione crescerà inevitabilmente,” ha aggiunto Guterres, riferendosi ai 5.5 milioni di rifugiati di competenza dell’UNHCR in situazioni di esilio protratto.La percentuale di sfollati, persone in fuga dai conflitti all’interno del proprio paese, è cresciuta del 4%: alla fine del 2009 gli sfollati interni erano 27.1 milioni. Quest’aumento è dovuto principalmente al perdurare dei combattimenti nella Repubblica Democratica del Congo, in Pakistan e Somalia.
Il rapporto evidenzia inoltre come sempre più rifugiati vivano in aree urbane, principalmente nei paesi in via di sviluppo, a sfatare il luogo comune secondo il quale ci sarebbe un’invasione di rifugiati nei paesi industrializzati.
I rifugiati in Italia sono 55mila. L'Italia presenta cifre molto basse rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea, in termini sia assoluti che relativi. A titolo di comparazione,
In Italia nel 2009 sono state presentate circa 17mila domande d’asilo, quasi la metà rispetto all’anno precedente (circa 31mila). La diminuzione può essere anche attribuita alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra cui la prassi dei respingimenti in mare. Il netto calo delle domande di asilo in Italia dimostra come i respingimenti anziché contrastare l’immigrazione irregolare abbiano gravemente inciso sulla fruibilità del diritto di asilo in Italia.
Il Rapporto statistico si occupa anche degli apolidi. Si stima che alla fine del 2009 gli apolidi nel mondo fossero 6.6 milioni sebbene stime non ufficiali parlano di cifre che arrivano ai 12 milioni.Per quanto riguarda il reinsediamento - meccanismo attraverso il quale i rifugiati ospitati in un paese di asilo, tendenzialmente un paese in via di sviluppo, vengono trasferiti in un altro stato, generalmente un paese industrializzato - nel 2009 l’UNHCR ha proposto il reinsediamento per 128mila persone, il numero più alto negli ultimi 16 anni.
Alla fine del 2009 112.400 persone sono state accettate per il reinsediamento in 19 paesi fra i quali USA (79.900), Canada (12.500), Australia (11.100), Germania (2.100), Svezia (1.900) e Norvegia (1.400). Il principale gruppo di reinsediati sono stati i rifugiati di Myanmar (24.800), Iraq (23mila), Bhutan (17.500), Somalia (5.500), Eritrea (2.500) e Repubblica Democratica del Congo (2.500). Nel corso dell’ultimo decennio almeno 1.3 milioni di rifugiati hanno ottenuto la cittadinanza del paese ospitante, più della metà dei quali negli USA.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| 06-15-global-trends-2009.pdf | 109.75 KB |



