Le sinergie create da Progetto Sud con il sostegno della UIL, in Brasile sono particolarmente evidenti nella stretta collaborazione instaurata con i sindacati Força Sindical, UGT e, più recentemente, con
L’America Latina è senza dubbio una regione dove storicamente l’Ong della UIL ha rivolto la sua attenzione, in virtù di rilevanti vincoli etnici e culturali, in accordo con le priorità geografiche della Cooperazione Italiana, che punta a ridurre la forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza nell’area attraverso programmi di sviluppo socio-economico.
Così, in Argentina, Progetto Sud ha iniziato la seconda annualità di un progetto avente come beneficiari i riciclatori informali di Buenos Aires, chiamati Cartoneros. Dopo la gravissima crisi economica del 2001, migliaia di disoccupati hanno “scoperto” che potevano raccogliere e rivendere materiale riciclabile per sopravvivere alla miseria e si sono inventati un mestiere. In un primo momento vissuto in maniera prettamente individualistica, col tempo i riciclatori hanno sperimentato diverse forme di aggregazione. Il progetto, realizzato in partenariato con l’IMFC – Istituto Movilizador de Fondos Cooperativos (Istituto di Mobilitazione dei Fondi Cooperativi), mira a sostenere il passaggio dei Cartoneros da soggetti emarginati a lavoratori, impegnandosi nella trasformazione delle associazioni spontanee in cooperative strutturate, consolidando in tal modo il carattere formale del loro lavoro. Il lavoro è ancora una volta il fulcro di un’altra iniziativa che sta supportando la produzione di piccole e medie imprese nella Municipalità di Almirante Brown.Ma Progetto Sud lavora anche in altri paesi del Sud America. In Ecuador, ad esempio, è iniziato un progetto di riconversione del debito incentrato sulla coltivazione del cacao. L’Istituto vi è entrato come partner assieme a una federazione locale che riunisce 250 coltivatori del cosiddetto “Cibo degli Dei”, originario dell’America meridionale e oggi motore dell’economia del Governo progressista del Presidente Correa. In Perù, invece, sta per partire la costruzione di un presidio sanitario per la salute materna e infantile nella Provincia di Huarochirì nella Regione Andina, finanziata dai fondi ottenuti tramite il 5 per mille. E infine il Cile, dove si sono conclusi da qualche tempo interventi per l’integrazione educativa e professionale dei non vedenti.
Se attraversiamo l’Atlantico per scoprire le azioni di cooperazione nel Mare Nostrum, possiamo constatare che negli ultimi anni Progetto Sud si è dedicato con parsimonia alla costruzione di relazioni e attività nell’area mediterranea. Dal 2003 alRimanendo in Africa ma più a Sud, nell’Africa nera, l’Ong sta iniziando a realizzare dal Kenia una piccola azione di riforestazione e sviluppo di colture agricole sostenibili in Somalia.
Per concludere, un accenno all’Asia. La scorsa estate è stato portato a termine il progetto in Sri Lanka, nato in risposta allo Tsunami del 26 dicembre 2004 e finanziato grazie alla sottoscrizione delle Confederazioni e di Confindustria. Si è trattato di un progetto di formazione professionale nei settori dell’elettronica e dell’informatica, al termine del quale sono stati donati ai beneficiari dei kit professionali come strumento di supporto all’auto-imprenditorialità. L’incremento dell’imprenditorialità e dello sviluppo rurale in Pakistan è, infine, l’obiettivo che intende raggiungere la proposta di progetto triennale in attesa di approvazione. L’iniziativa, che rientra nel piano di riconversione del debito Italia-Pakistan, prevede la creazione di tre incubatori di villaggio e di un consorzio di marketing da sviluppare tra i due Paesi. Dal maremoto che ha sconvolto le regioni che si affacciano sull’Oceano Indiano al terremoto di Haiti, l’impegno della UIL e di Progetto Sud in azioni di solidarietà internazionale è cresciuto, come sono cresciute le esperienze e le competenze di chi lavora per realizzare un mondo più giusto.
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