Che cos’è il Lavoro Dignitoso?

Lavoro Dignitoso significa migliori prospettive di sviluppo personale e di integrazione sociale, libertà per le persone di esprimere le loro preoccupazioni, possibilità di partecipare alle decisioni che influiscono sulle loro vite. Il Lavoro Dignitoso è fonte di stabilità famigliare e sociale, di democrazia per le comunità che lo promuovono, di crescita economica e sviluppo per le imprese che allargano le opportunità di occupazioni produttive e dignitose. Il Lavoro Dignitoso è la chiave per eliminare la povertà. Attraverso un lavoro che garantisca un reddito adeguato nel rispetto dei diritti fondamentali, le persone possono espandere le loro scelte e migliorare la qualità della loro vita. “La povertà non è un problema dei poveri”. È una sfida per tutti coloro che credono nella giustizia sociale e nella crescita sostenibile.

Come raggiungere l’obiettivo: “un Lavoro Dignitoso per tutti”?       

         Promuovere i diritti e le norme fondamentali nel lavoro

Ottenere il riconoscimento e il rispetto dei diritti dei lavoratori. Tutti i lavoratori e in particolare i più svantaggiati e i più poveri hanno bisogno di rappresentanza, partecipazione e buone leggi che garantiscano il rispetto delle norme del lavoro per eliminare ogni discriminazione ed ogni forma di lavoro forzato e lavoro minorile.

          Occupazione dignitosa per tutti

Creare per tutti gli uomini e le donne opportunità di un’occupazione dignitosa, ovvero un’occupazione liberamente scelta, a cui corrisponda un reddito produttivo che permetta di sostenere uno standard di vita dignitoso.

          Protezione sociale

Assicurare che tutti gli uomini e le donne godano di condizioni di lavoro che siano sicure, che permettano un adeguato tempo di riposo, che tengano conto dei valori sociali e della famiglia, che garantiscano un’adeguata copertura medica, la sicurezza di un reddito adeguato in caso di vecchiaia, disoccupazione, malattia, maternità o invalidità.

          Dialogo sociale

Rappresenta lo strumento principe della collaborazione tra i tre principali attori coinvolti nello sviluppo del progresso sociale ed economico: i governi e le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Esso risponde alla necessità di negoziare e di risolvere i conflitti in modo pacifico, promuove inoltre la costruzione del consenso attorno alle decisioni e ai programmi stabiliti, assicurando così l’universalità dei valori enunciati.

Lavoro Dignitoso e disuguaglianza di genere

A partire dagli Anni '80, un numero crescente di donne è entrato a far parte della forza lavoro per combattere la povertà che le colpiva direttamente in modo sempre più allarmante. Questo permette loro di contribuire al sostentamento proprio e della famiglia con un reddito aggiuntivo. Tuttavia il mercato del lavoro ha riservato alle lavoratrici una serie di discriminazioni e disuguaglianze che peggiorano situazioni già precarie. Infatti, nonostante sia cresciuta la percentuale di forza lavoro femminile, la qualità dei loro lavori è rimasta inferiore a quella maschile: il lavoro degli uomini continua ad essere valutato in modo diverso facendovi corrispondere migliori remunerazioni. Inoltre il trattamento discriminante tra uomini e donne contribuisce a mantenere il cosiddetto “tetto di vetro” che riserva agli uomini prospettive migliori di carriera e di crescita professionale, a cui corrispondono salari più alti.

Lavoro Dignitoso e le giovani generazioni

La sfida di realizzare il Lavoro Dignitoso per tutti coinvolge anche i giovani che, nell’ultimo decennio, affacciandosi al mondo del lavoro, hanno trovato una realtà profondamente deteriorata. Due semplici dati ci aiutano a capire le proporzioni del problema: i giovani nei PVS hanno una probabilità 3,8 maggiore rispetto agli adulti di essere disoccupati; nei Paesi Sviluppati questa probabilità è 2,3 volte maggiore rispetto agli adulti. I giovani vengono sempre più sottoimpiegati o sottopagati, vengono così scoraggiati nella ricerca di un lavoro; si stima inoltre che a livello globale l’85% delle nuove opportunità di occupazione provengano dal settore informale. E’ necessario quindi intraprendere iniziative che riguardano non solo la creazione di uno spazio per i giovani nel mercato del lavoro, in particolare cercando di migliorare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro, ma soprattutto il miglioramento della qualità dei nuovi lavori, attraverso un approccio basato sui diritti, la partecipazione e la rappresentanza. Non si tratta di un problema unicamente di mancanza di opportunità di lavoro (che crea disoccupazione), ma di gravi disuguaglianze nel sistema di distribuzione delle opportunità (spesso qualitativamente inadeguate). È importante intervenire in questo ambito perché assicurare migliori opportunità ai giovani genera effetti positivi sull’intera società perchè permette di evitare che diventino vulnerabili a circuiti viziosi come quello dell’illegalità o della criminalità.

 

 

 

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